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31 Maggio 2020
In questo articolo:
L’esperienza Home Theater definitiva inizia certamente da tutta l’elettronica audio-video, ma dovrebbe sempre concludersi con un piccolo investimento dedicato all’insonorizzazione della stanza. Questo termine indica l’insieme degli interventi su pareti, pavimento e soffitto pensati per impedire al suono di propagarsi negli ambienti adiacenti o circostanti. Una buona insonorizzazione è essenziale per diversi motivi:
Contenimento del rumore: quando le vibrazioni sonore colpiscono gli oggetti, una parte viene assorbita ma il resto rimbalza, soprattutto le frequenze molto basse, che sono le più difficili da gestire. Altre passano attraverso porte, griglie di ventilazione e controsoffitti. Un trattamento corretto con materiali moderni impedisce che si diffondano nelle altre stanze della casa, o addirittura nelle abitazioni vicine. In questo modo è possibile godersi tutta la potenza dell’impianto senza disturbare gli altri.
Migliore efficienza acustica: i diffusori suonano meglio, il surround è più convincente e, in generale, l’esperienza fa emergere molte piccole sfumature sensoriali che altrimenti andrebbero perse. Utilizzando i giusti materiali fonoassorbenti, infatti, le frequenze medie e alte vengono assorbite e smettono di rimbalzare nella stanza, contribuendo a ridurre eco e vibrazioni fastidiose.
In linea di principio, l’isolamento acustico si ottiene attraverso differenze di materiali e massa, cioè tramite lo spessore. Per raggiungere lo scopo esistono in commercio gomme da 4/5 mm molto dense e quasi pesanti quanto il piombo, quindi incredibilmente fonoassorbenti. Questa gomma viene spesso sovrapposta a uno strato di lana di roccia più uno o più strati di cartongesso, preferibilmente di diverso spessore. Prima di procedere oltre, però, è importante fissare alcuni concetti chiave.
Le basi dell’insonorizzazione
Per capire come dovrebbe essere costruito un sistema di isolamento acustico per Home Theater, bisogna prima comprendere le leggi fisiche che regolano la propagazione e la mitigazione del suono. La missione, è chiaro, è impedire che le vibrazioni generate nella stanza raggiungano le pareti interne e il soffitto.
Come accennato in precedenza, però, ci sono due modi in cui il suono si propaga dalla stanza Home Theater verso l’esterno:
Trasmissione diretta: la vibrazione colpisce le pareti e si propaga lungo la struttura. Ogni punto di collegamento diventa un veicolo per vibrazioni indesiderate.
Trasmissione indiretta: le pareti vengono colpite dalle onde sonore e vibrano di conseguenza, trasmettendo l’energia cinetica all’aria presente nelle cavità delle pareti, che a sua volta la trasmette alle altre superfici che incontra. In pratica, è come se le pareti diventassero l’enorme diaframma di un diffusore.
Per isolare correttamente una stanza, quindi, bisogna prestare attenzione ai fenomeni fisici dell’acustica chiamati attenuazione, disaccoppiamento e massa, dai quali derivano 4 possibili modi per insonorizzare una stanza, ovvero:
Attenuazione/Smorzamento
Aggiunta di densità/spessore alle pareti
Disaccoppiamento
Riempimento degli spazi vuoti
Attenuazione
Questa tecnica prevede l’applicazione sulle pareti di pannelli semi-solidi, ad esempio MDF, compensato o cartongesso, attraverso i quali l’energia cinetica del suono viene dissipata e convertita in calore prima che possa generare ulteriori onde acustiche. È il materiale per insonorizzazione più economico e quindi il più utilizzato, ma è anche meno efficiente rispetto ad altri. Per essere efficace deve essere applicato a tutti gli elementi della stanza, inclusi pavimento, soffitto, pareti e porta.
Aggiunta di densità
All’aumentare della densità delle pareti aumenta anche l’assorbimento delle onde sonore; per questo motivo è sempre preferibile realizzare pareti in cemento spesse e, dove non è possibile, impiegare almeno materiali ad alta densità in una fase successiva.
Disaccoppiamento
Di fatto, il lavoro consiste nell’aggiungere una parete in cartongesso distanziata dalle pareti esistenti, creando così una “stanza flottante”, una stanza dentro la stanza.
Utilizzando questa tecnica, le vibrazioni possono essere bloccate prima che attraversino la parete, creando un’intercapedine tra le due superfici, preferibilmente riempita con materiale isolante: lana di vetro, cellulosa o lana di roccia ad alta densità sono soluzioni molto economiche. Il materiale dovrebbe sempre avere una densità inferiore, così da permettere alle onde sonore di interagire con le sue fibre e perdere quindi parte della propria energia.
Riempimento degli spazi vuoti
Ogni minima fessura in una stanza permette al suono di uscire. Per questo motivo è importante sigillare il più possibile gli spazi vuoti con sigillanti acustici, guarnizioni in gomma, paraspifferi per porte e così via. È un lavoro di precisione che richiede competenza e attenzione ai dettagli.
Buone pratiche
Idealmente, l’intervento di insonorizzazione da preferire è quello eseguito durante la costruzione della sala: funziona meglio, costa meno e offre più possibilità. Dove questo non è possibile, l’insonorizzazione di una sala esistente può comunque essere migliorata in modo apprezzabile anche dopo la sua realizzazione. In quest’ultimo caso, la scelta ricadrà su pannelli fonoassorbenti, le cosiddette “bass trap”, e soprattutto sui sigillanti per porte; sembra incredibile, ma una fessura dell’1% tra porta e pavimento lascia uscire più del 50% del suono.
I telai di porte e finestre devono essere correttamente sigillati e isolati con doppi vetri o doppie finestre; in questo caso i servizi di professionisti del settore sono essenziali.
Anche il soffitto dovrebbe essere insonorizzato, e bisognerebbe adottare luci che incidano il meno possibile sulla propagazione del suono, senza lasciare cavità o fessure. Attenzione quindi anche a condotti e griglie HVAC per riscaldamento, ventilazione e aria condizionata.
Il pavimento della stanza è collegato alle pareti, che a loro volta sono collegate alla struttura e agli altri ambienti; qualsiasi Home Theater degno di questo nome dovrà tenere conto di queste vibrazioni dirette, come il rumore dei passi delle persone che si muovono, e indirette, cioè il suono trasmesso dal fenomeno della risonanza, lo stesso del suono del mare nelle conchiglie. Fortunatamente, la soluzione è semplice e comprende diverse possibilità: moquette a incastro, isolanti per pavimento, composti fonoassorbenti, materiali a base di gomma, ecc.
Infine, i suoni più difficili da trattare sono principalmente le basse frequenze, che passano tranquillamente attraverso pavimenti e pareti non trattati; un pavimento in legno con massetto in cemento sottostante è più isolante di un pavimento rivestito con piastrelle. Massima attenzione anche in presenza di mattoni forati, molto negativi dal punto di vista dell’insonorizzazione.
Trattamento acustico del living
Il trattamento acustico nei soggiorni viene realizzato principalmente con tendaggi, tappeti e tende, oppure con elementi fonoassorbenti, disponibili a parete, sospesi o da pavimento. Per un semplice ascolto musicale, in generale, i materiali e gli accessori presenti nella maggior parte dei soggiorni sono sufficienti; per godersi film e contenuti video, invece, la parte assorbente deve essere maggiore: servono quindi più tendaggi e tappeti.
I nemici giurati dei Living Media Room sono le pareti vuote e i pavimenti in ceramica. In questo caso, tendaggi e tessuti potrebbero non essere sufficienti. Per ottenere un’acustica adeguata, quindi, è necessario installare pannelli acustici su misura.
Trattamento Home Theater
Nel caso di un home cinema, è indispensabile che la stanza sia assorbente, e quindi che vengano implementati tutti i sistemi e le tecnologie possibili per raggiungere lo scopo in ogni elemento, compreso il pavimento con moquette. Le pareti, invece, esattamente come al cinema, dovrebbero di norma essere rivestite con materiali appropriati come il velluto; le uniche eccezioni sono le zone con materiali acusticamente trasparenti che coprono i diffusori.
Questi ultimi sono solitamente posizionati sulle pareti laterali, sulla parete dietro lo spettatore e sulla parete video.
Insonorizzazione: gli errori più comuni
È facile dire “insonorizziamo una stanza”. Purtroppo, ottenere una buona insonorizzazione non è solo questione di acquistare qualche pannello, un po’ di lana di roccia e una tenda. Bisogna capire cosa si sta facendo e soprattutto sapere dove intervenire. Ci sono diversi errori di valutazione che gli utenti inesperti commettono continuamente, portando a potenziali sprechi di denaro:
Errore 1: non tutti i rumori sono uguali. Tecnicamente sono tutte vibrazioni, ma alcuni rumori si propagano attraverso l’aria, mentre altri si propagano attraverso pareti, pavimenti e tetto. Ogni tipo richiede interventi e materiali specifici.
Errore 2: quella parete lascia passare i rumori. Anche se si ha la netta impressione che i rumori provengano da una precisa porzione di parete, spesso la colpa non è solo della parete in questione, ma anche di altri elementi vicini che agiscono come ponti acustici. Isolare solo la parete, senza considerare il quadro generale, può portare a risultati deludenti.
Errore 3: credere che l’isolamento risolva tutto. Quando utilizzati correttamente, lana di roccia, lana di vetro, gomma e sughero offrono un contributo prezioso; ma sono solo una parte della soluzione al problema. È l’intervento nel suo insieme a fare la differenza, e qui arriviamo all’errore più grande di tutti.
Errore 4: improvvisare con il fai-da-te. Arrivati a questo punto, molte persone coinvolgono l’amico muratore, il cartongessista o l’imbianchino che ha tinteggiato casa; in alcuni casi tentano il fai-da-te, pensando che, incompetenza per incompetenza, almeno si risparmia, ma sarebbe un grave errore. L’insonorizzazione richiede competenze specifiche, oltre a un’analisi complessiva della stanza e della struttura in cui è inserita a livello architettonico. Solo così si può essere certi di ottenere il risultato desiderato.
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